Pubblicato da: valeriobarrale | 9 luglio 2010

Tra il diritto alla privacy e il diritto di cronaca i Giovani UDC Sicilia scelgono la “Libertà”.

Il DDL intercettazioni, al centro del dibattito politico ormai da diversi mesi, si sta delineando come un provvedimento lesivo dei più elementari principi di legalità che uno “stato di diritto” deve tutelare.

La così detta “legge bavaglio” è inaccettabile, sia sotto il profilo della forma a causa del “bavaglio” della fiducia parlamentare, sia sotto il profilo della sostanza a causa dell’assenza di un tentativo di mediazione e concertazione con le parti coinvolte ed interessate dal provvedimento.

Sulla scia dell’attuale tendenza alla censura non è casuale l’invito del Presidente Berlusconi a non acquistare quotidiani, ciò conferma una discutibile insofferenza verso l’esercizio libero ed autonomo del diritto di cronaca non asservito ad alcun “potere forte”.

Questo provvedimento non soltanto mette a serio rischio il diritto di cronaca, ma anche lo sviluppo di moltissime indagini. Infatti, il termine massimo previsto per le intercettazioni sarà di 75 giorni, dando luogo ad una previsione carente ed insufficiente per accertare con pienezza le eventuali responsabilità del soggetto intercettato.

E’ ovvio che quando si discute di intercettazioni bisogna sempre affidarsi ad una premessa naturale, quanto necessaria che riguarda il diritto alla privacy, aspettativa assoluta ed inderogabile da garantire a tutti i cittadini. La privacy è sacra, è uno dei pilastri del diritto e della convivenza civile.
E qui non siamo di fronte a una legge che difende la riservatezza delle persone, i loro dialoghi, il loro intimo comunicare.

Questa legge risponde al meccanismo mediatico di chi conosce come funziona l’informazione e soprattutto l’informazione in Italia. Pubblicare le intercettazioni soltanto quando c’è il rinvio a giudizio genera un enorme vuoto che riguarda proprio quel segmento di informazioni che non può essere reso di dominio pubblico. Questo sembra essere il vero obiettivo: impedire alla stampa, di usare quei dati che, a distanza di tempo non avrebbe più senso pubblicare. In questo modo le informazioni veicolate rimarranno sempre incomplete, incomprensibili, discostate dalla realtà temporale.

L’obiettivo è impedire la cronaca di ciò che accade, mascherando questo con l’interesse di tutelare la privacy dei cittadini.

I Giovani UDC sono contrari ad ogni forma di censura e ad ogni norma che vada verso la repressione della libertà di informazione e critica, per questo motivo nei giorni scorsi è stata organizzata a Catania una conferenza stampa in cui, oltre ad esternare la netta contrarietà al ddl in oggetto, è stata annunciata una serie d’iniziative dei Giovani UDC Sicilia che avvertono la necessità di promuovere un’opposizione politica e comunicativa dura e decisa a sostegno dei principali pilastri di una VERA democrazia. Una democrazia matura che il provvedimento in esame, se votato senza importanti modifiche, mortificherebbe in maniera grave.

Il Presidente della Commissione Nazionale
Antimafia Giovani
Peppe Germano

Il Coordinatore Regionale
Giovani UDC Sicilia
Valerio Barrale

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